I disturbi depressivi sono uno dei principali interessi scientifici del Gruppo Ricerca.
In particolare, l'attenzione dei ricercatori è stata rivolta al processo di ruminazione mentale, uno stile di pensiero che sembra essere il nucleo della depressione.
Per ruminazione mentale si intende la continua e ripetitiva analisi delle cause e delle conseguenze dei propri problemi e del proprio malessere (es: Perché mi capita? Perché reagisco sempre in questo modo?).
I grandi ruminatori tendono a consumare molto tempo ed energie in questa attività mentale e faticano a interromperla anche quando si rendono conto che danneggia il loro benessere.
La letteratura ha mostrato come questo stile di pensiero sia responsabile del perdurare della depressione e del rischio di ricaduta dopo un periodo di guarigione.
In questa prospettiva, il Gruppo Ricerca ha approfondito i fattori educativi e di temperamento che possono favorire lo sviluppo di questo stile di pensiero, e quindi i meccanismi su cui è possibile intervenire sia nel percorso psicoterapeutico sia per progetti di prevenzione.
Contemporaneamente, il Gruppo Ricerca ha iniziato ad approfondire altri stili di pensiero che accompagnano il disturbo depressivo.
Una prima ricerca ha indagato la tendenza a rifiutare e a minimizzare le esperienze positive come una componente importante della depressione.
Le persone non sono depresse solo perché pensano a cose negative ma anche perché rifiutano attivamente di fermarsi a godere di quelle positive: di conseguenza un intervento psicoterapeutico deve concentrarsi anche sul rapporto con la felicità e il benessere.
Infine, le future prospettive di ricerca interessano l'esplorazione dell'autocriticismo e della percezione di scarso controllo come ulteriori processi rilevanti nel mantenimento dell'umore depresso, la cui identificazione e trattamento può migliorare sempre più l'efficacia della psicoterapia.