Una serie di studi del nostro centro ha mostrato il ruolo centrale della ruminazione mentale e delle credenze metacognitive nel mantenimento dei disturbi da abuso di alcool e nel rischio di ricaduta dopo un trattamento psicoterapeutico e psicofarmacologico che non si focalizzi su questi aspetti.
I risultati di questo studio hanno permesso di sottolineare l'importanza di un intervento sullo stile di pensiero e su credenze metacognitive nel trattamento dei problemi alcool-correlati.
Parallelamente abbiamo definito e esplorato il ruolo un nuovo processo cognitivo, chiamato pensiero desiderante, che rappresenta lo stile di pensiero tipicamente usato dalle persone mentre volgono la mente a oggetti o attività desiderate.
Questo stile di pensiero è costituito dal continuo immaginare se stessi mentre si svolge un'attività piacevole e le sensazioni che si possono provare. L'ipotesi di partenza del nostro gruppo ricerca è che un particolare uso di questo stile di pensiero influenzi l'intensità e la frequenza delle esperienze di craving (desiderio), così come la percezione di scarso controllo sul proprio comportamento.
Questo processo avrebbe un impatto rilevante non solo nelle dipendenze da sostanze, ma anche nelle forme di dipendenze comportamentali (come la dipendenza da internet, la sessualità compulsiva, il gioco d'azzardo patologico, etc.).
Allo stato attuale è in corso di validazione uno strumento di misura del pensiero desiderante e diversi studi sono stati avviati per indagarne l'impatto sull'uso di alcool, fumo, ipersessualità e gioco d'azzardo.