Un altro filone di ricerca ha indagato lo stato mentale di vuoto, inteso come condizione caratterizzata da anestesia emotiva e forme di pensiero poco strutturato, comune a diverse forme di psicopatologia, come anche a condizioni di "normalità" psicologica.
Si tratta di uno stato in cui le persone avvertono di "non provare nulla", che è stata riscontrata in persone che hanno subito un trauma, nelle persone che soffrono di bulimia nervosa e in alcuni disturbi di personalità.
La ricerca, in particolare, ha approfondito le caratteristiche che differenziano questo stato mentale dalla depressione e ha indagato quali pensieri, sensazioni e comportamenti accompagnano il vuoto.
I risultati hanno mostrato come lo stato di vuoto e la depressione siano chiaramente differenti: mentre nella depressione sono presenti specifici pensieri e ricordi negativi solitamente inerenti temi di giudizio, nello stato di vuoto le persone non hanno pensieri strutturati su un tema ben identificabile, anzi faticano a cogliere il contenuto del proprio pensiero e le emozioni sono percepite soprattutto a livello somatico.
Il risultato è che nei comportamenti le persone in stato mentale di vuoto tendono a reagire in modo impulsivo rispetto ai depressi che scelgono il ritiro e l'inattività.